{"id":1796,"date":"2021-06-07T15:48:27","date_gmt":"2021-06-07T13:48:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.asmonlus.it\/?p=1796"},"modified":"2021-11-03T16:29:44","modified_gmt":"2021-11-03T15:29:44","slug":"mamme-a-40-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/asmonlus.it\/index.php\/2021\/06\/07\/mamme-a-40-anni\/","title":{"rendered":"Mamme a 40 anni, i rischi aumentano"},"content":{"rendered":"\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"aligncenter size-square is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1797 aligncenter\" src=\"http:\/\/asmonlus.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Dott.-Patrizio-Antonazzo-180x180.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/asmonlus.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Dott.-Patrizio-Antonazzo-180x180.jpg 180w, https:\/\/asmonlus.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Dott.-Patrizio-Antonazzo-80x80.jpg 80w, https:\/\/asmonlus.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Dott.-Patrizio-Antonazzo-36x36.jpg 36w, https:\/\/asmonlus.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Dott.-Patrizio-Antonazzo.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n\r\n<hr class=\"wp-block-separator is-style-wide\" \/>\r\n\r\n\r\n<p>A cura\u00a0del<strong> Dottor Patrizio Antonazzo<\/strong>, primario di ostetricia e ginecologia all&#8217;ospedale Bufalini, Cesena<\/p>\r\n\r\n\r\n<hr class=\"wp-block-separator is-style-wide\" \/>\r\n\r\n\r\n<p><em>Il ruolo sociale della donna contemporanea la porta a ritardare sempre pi\u00f9 spesso la prima gravidanza.<\/em><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><em>Ma avere un figlio a quarant\u2019anni resta, dal punto di vista biologico, una sfida alla natura, che non ha adattato i propri ritmi ai rapidi mutamenti verificatisi nella mentalit\u00e0 e nel costume femminile.<\/em><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><em>Ne derivano diverse conseguenze negative, come la ridotta fertilit\u00e0, l\u2019accresciuto rischio di anomalie cromosomiche e i pericoli per la salute del nascituro e per quella della donna durante i nove mesi dell&#8217;attesa.<\/em><\/p>\r\n\r\n\r\n<hr class=\"wp-block-separator is-style-wide\" \/>\r\n\r\n\r\n<p>Le preoccupazioni fondamentali della natura, per quanto riguarda la specie umana, sono essenzialmente due: fare s\u00ec che possiamo riprodurci e avere figli, possibilmente sani e capaci di sopravvivere e in grado a loro volta di avere figli, e garantirci la salute e la sicurezza, arrivando anche a sospendere temporaneamente le nostre capacit\u00e0 riproduttive qualora queste si rivelassero minacciose per l\u2019integrit\u00e0 fisica e per l\u2019esistenza stessa.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\">Orologio biologico e ruolo sociale<\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Dunque, perch\u00e9 le due preoccupazioni della natura, cio\u00e8 mantenerci in buona salute e farci fare figli, non entrino in conflitto tra loro, \u00e8 necessario che l\u2019acquisizione della capacit\u00e0 di procreare si verifichi nel momento in cui la donna ha raggiunto le caratteristiche fisiche adeguate e si interrompa nel momento in cui queste condizioni di sicurezza tendono e venir meno.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Questo sistema \u00e8 regolato da un orologio biologico localizzato nell\u2019ovaio (ed in particolare dal processo maturativo ovocitario, al culmine del quale inizia la vita riproduttiva) e dal suo contenuto di ovuli limitato, il cui mensile consumo culminer\u00e0 con la menopausa.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><strong>Diventare mamma a quarant\u2019anni costituisce ormai un evento estremamente comune, sebbene un avvenimento fisiologico come la gravidanza possa associarsi a nuove e diffuse problematiche.<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il cambiamento dello stile di vita della donna seguito alle rivendicazioni femministe, la sempre crescente tendenza allo svolgimento di attivit\u00e0 lavorative e il desiderio di carriera hanno spostato inevitabilmente in avanti l\u2019et\u00e0 in cui la donna inizia a considerare seriamente l\u2019ipotesi di generare un figlio.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Questa modificazione del ruolo sociale della donna, per\u00f2, non \u00e8 stata accompagnata da un altrettanto rapido adattamento dell\u2019et\u00e0 biologica femminile, e questo disequilibrio \u00e8 responsabile di due grosse problematiche: la riduzione della fertilit\u00e0 e l\u2019aumentata frequenza di anomalie cromosomiche.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\">Scelte tardive e pericoli<\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>In accordo con il principio naturale secondo cui la riproduzione umana deve avvenire senza compromettere la salute della donna, il sesso femminile presenta una ciclicit\u00e0 biologica che limita il periodo del potenziale concepimento tra la comparsa della prima mestruazione e la scomparsa delle stesse.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><strong>Durante questa fase della durata di circa vent\u2019anni, si assiste ad una progressiva riduzione della fertilit\u00e0. Infatti, la massima fertilit\u00e0 delle donne viene raggiunta tra i 20 e i 24 anni, con un primo brusco declino dopo i 30 anni e un calo veramente importante dopo i 40 anni.<\/strong><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Questo progressivo calo della fertilit\u00e0, unito alla tendenza sociale ormai diffusa a cercare una gravidanza tardivamente, ha comportato l\u2019ipotesi di un aumento di incidenza della sterilit\u00e0 e ha determinato un conseguente maggiore \u201cconsumo\u201d delle tecniche di riproduzione assistita.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Cos\u00ec la gestazione, in una donna di quarant\u2019anni, inizia spesso per merito di queste tecniche, con un maggiore rischio di esiti sfavorevoli della gravidanza attribuiti solo in parte alle metodiche di assistenza, poich\u00e9 verosimilmente dipendenti dall\u2019et\u00e0 della donna stessa.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Dunque, lo spostamento dell\u2019et\u00e0 della prima maternit\u00e0 e il parallelo sviluppo delle tecniche di riproduzione assistita hanno contribuito ad incrementare la frequenza delle gravidanze tardive, ma nello stesso tempo hanno gettato le basi per la nascita di problematiche morali e sociali pi\u00f9 complesse.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Infatti, la possibilit\u00e0 di poter disporre di oviciti altrui (ovodonazioni) pu\u00f2 permettere persino ad una donna di 60 anni l\u2019inizio di una gestazione. Ovviamente questi casi limite sfidano il binomio naturale fra riproduzione e salute, ed espongono ulteriormente madre e figlio a rischi non trascurabili per la loro salute, attribuibili essenzialmente al pericolo di parto pretermine, che si aggiungono a problematiche etiche pi\u00f9 complesse come la negazione del diritto dei bambini di essere educati e cresciuti da genitori \u201cnormalmente giovani\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\">Anomalie cromosomiche in agguato<\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Parallelamente alla riduzione della fertilit\u00e0, l\u2019aumentare dell\u2019et\u00e0 della donna \u00e8 responsabile anche di una crescita nella frequenza di anomalie cromosomiche, in particolare trisomie e polisomie X.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><strong>In pratica, quanto pi\u00f9 una donna \u00e8 avanti con gli anni, tanto maggiore \u00e8 il rischio che il nascituro non sia normale dal punto di vista del suo contenuto di DNA.<\/strong> La maggior parte di queste alterazioni cromosomiche \u00e8 incompatibile con la vita: ne deriva una sorta di selezione naturale, che culmina con l\u2019interruzione spontanea della gravidanza nel primo trimestre.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La frequenza di queste anomalie, insieme ad un ambiente riproduttivo tendente all\u2019esaurimento, spiega il maggiore tasso di abortivit\u00e0 riscontrato nelle donne con et\u00e0 maggiore di 35 anni. Tra le alterazioni cromosomiche compatibili con la sopravvivenza extrauterina, la sindrome di Down, o trisomia 21, \u00e8 la pi\u00f9 frequente e la pi\u00f9 conosciuta.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La sua incidenza dipende fortemente dall\u2019et\u00e0 materna: infatti, mentre una donna a 35 anni presenta un rischio di partorire un figlio con un\u2019anomalia cromosomica quasi sovrapponibile a quello della popolazione generale, una donna di et\u00e0 superiore ai 35 anni evidenzia un rischio aumentato. Negli ultimi anni sono stati sviluppati diversi test di screening, sia ecografici sia basati sul dosaggio di sostanze plasmatiche materne, che permettono di stimare il rischio di avere in grembo un figlio portatore di un\u2019anomalia cromosomica.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>In realt\u00e0 questo tipo di approccio trova uno scarso impiego razionale in donne che hanno superato i 35 anni, et\u00e0 alla quale l\u2019esecuzione di esami invasivi come la villocentesi o l\u2019amniocentesi \u00e8 sicuramente pi\u00f9 precisa in quanto porta ad una diagnosi certa di normalit\u00e0 o anormalit\u00e0 genetica.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\">Una sfida alle regole della natura<\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Come gi\u00e0 accennato, la gravidanza insorta ad un\u2019et\u00e0 relativamente vicina alla fine dell\u2019epoca riproduttiva di una donna, pur essendo un fenomeno che le nuove regole sociali tendono a rendere pi\u00f9 comune, costituisce una sfida non trascurabile alle regole dettate dalla natura.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Si tratta di un evento in cui la fisiologia viene fortemente minata dal tentativo naturale di salvaguardare la salute della donna: esso impone un atteggiamento medico diverso, pi\u00f9 attento e preoccupato di quanto non sia necessario per seguire una gestazione sopravvenuta in et\u00e0 pi\u00f9 giovane.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Una gestazione che insorge dopo i 35 anni comporta dei rischi anche per la salute della donna <strong>Infatti, nei soggetti gi\u00e0 predisposti \u00e8 pi\u00f9 elevato il pericolo che insorgano ipertensione e diabete nel corso della gravidanza.<\/strong> Queste indicazioni sembrano in accordo con il concetto di sfida che la vita sociale della donna sta lanciando alla biologia della donna stessa.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>In conclusione, se da una parte assume grande importanza l\u2019attenzione da porre nei confronti di una gravidanza insorta tardivamente, un ruolo ancora maggiore riguarda la sensibilizzazione nei riguardi di queste problematiche, al fine, se non di frenate, almeno di rallentare questa tendenza ad avere dei figli in et\u00e0 pi\u00f9 vicine alla fine della vita riproduttiva femminile.<\/p>\r\n\r\n\r\n<hr class=\"wp-block-separator is-style-wide\" \/>\r\n\r\n\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1806\" src=\"http:\/\/asmonlus.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Gravidanza-Tardiva-min-1-687x1030.jpg\" alt=\"\" width=\"547\" height=\"820\" srcset=\"https:\/\/asmonlus.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Gravidanza-Tardiva-min-1-687x1030.jpg 687w, https:\/\/asmonlus.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Gravidanza-Tardiva-min-1-200x300.jpg 200w, https:\/\/asmonlus.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Gravidanza-Tardiva-min-1-768x1152.jpg 768w, https:\/\/asmonlus.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Gravidanza-Tardiva-min-1-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/asmonlus.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Gravidanza-Tardiva-min-1-1365x2048.jpg 1365w, https:\/\/asmonlus.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Gravidanza-Tardiva-min-1-1000x1500.jpg 1000w, https:\/\/asmonlus.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Gravidanza-Tardiva-min-1-470x705.jpg 470w, https:\/\/asmonlus.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Gravidanza-Tardiva-min-1-scaled.jpg 1707w\" sizes=\"(max-width: 547px) 100vw, 547px\" \/><\/figure>\r\n<\/div>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura\u00a0del Dottor Patrizio Antonazzo, primario di ostetricia e ginecologia all&#8217;ospedale Bufalini, Cesena Il ruolo sociale della donna contemporanea la porta a ritardare sempre pi\u00f9 spesso la prima gravidanza. 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